coronavirus: come contestare multe | avvocato Andria

coronavirus privacy diritto oblio

Coronavirus e sanzioni amministrative: come contestare le multe

Il decreto-legge n. 19/2020, entrato in vigore il 26 marzo 2020 e recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», ha introdotto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 400 a € 3.000, aumentata fino ad un terzo (da € 533,33 ad € 4.000) se il mancato rispetto avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, oltre alla sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni in caso di omessa adozione delle misure che abbiamo già esaminato in questo articolo.

Pagamento in misura ridotta della multa

Il decreto-legge n. 19 del 2020 richiama i commi 1, 2 e 2.1 dell’articolo 202 del Codice della Strada in materia di pagamento in misura ridotta.

È prevista infatti la riduzione del 30% dell’importo della sanzione inflitta qualora venga pagata nel termine di 30 giorni dalla contestazione, se precedente al 31 maggio.

Con riferimento alle violazioni per le è stabilita una sanzione amministrativa pecuniaria, ferma restando l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme.

Modalità di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria

Se non intende contestare la multa, il trasgressore può corrispondere la somma dovuta presso l’ufficio dal quale dipende l’agente accertatore oppure a mezzo di versamento in conto corrente postale, oppure, se l’amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico. Nel verbale devono essere invero indicate le modalità di pagamento, con il richiamo delle norme sui versamenti in conto corrente postale, o, eventualmente, su quelli in conto corrente bancario ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico.

Qualora l’agente accertatore sia munito di idonea apparecchiatura (ad esempio, il POS) il conducente può anche effettuare immediatamente il pagamento mediante strumenti di pagamento elettronico, nella misura ridotta del 30%. L’agente trasmette il verbale al proprio comando o ufficio e rilascia al trasgressore una ricevuta della somma riscossa, facendo menzione del pagamento nella copia del verbale che consegna al trasgressore medesimo.

Come contestare le multe

Qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta e si ritenga di essere stati ingiustamente sanzionati, è possibile proporre ricorso entro 30 giorni dalla contestazione ovvero dalla notificazione dinanzi al Prefetto territorialmente competente, il quale – dopo aver ascoltato gli interessati che ne abbiano eventualmente fatto richiesta ed esaminato i documenti inviati e gli argomenti esposti negli scritti difensivi:

  • se ritiene fondato l’accertamento, determina, con ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento all’autore della violazione ed alle persone che vi sono obbligate solidalmente. Con l’ordinanza-ingiunzione deve essere disposta la restituzione, previo pagamento delle spese di custodia, delle cose sequestrate, che non siano confiscate con lo stesso provvedimento;
  • se invece considera infondato l’accertamento, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti. Con l’ordinanza di archiviazione deve essere altresì disposta la restituzione delle cose eventualmente sequestrate.

Nel caso in cui il Prefetto, ritenendo fondato l’accertamento, emetta l’ordinanza-ingiunzione di pagamento, è possibile proporre un ulteriore ricorso in opposizione dinanzi al Giudice di Pace territorialmente competente, nel termine di 30 giorni dalla notificazione del provvedimento prefettizio.

coronavirus quando contestare multe |  AVVOCATO ANDRIA

Contatta l’avvocato Aduasio

Il tuo nome (obbligatorio)

La tua email (obbligatoria)

Il tuo telefono (obbligatorio)

L'Avv. Aduasio potrebbe contattarti telefonicamente: a che ora preferisci?
Ore 9,00 / 12,00Ore 13,00 / 16,00Ore 17,00 / 21,00

La tua richiesta in breve

Il tuo messaggio

Se desideri puoi inviare un documento o immagine inerente (max 3mb)

Autorizzo il trattamento dei dati personali secondo il D.Lgs 196/2003

Contatta ora l'Avvocato

studio 0883 897474
mob. 328 6503414
fax 0883 1921240

VOGLIO ISCRIVERMI ALLA NEWSLETTER

L’Avvocato

La sua missione non si limita alla esecuzione fedele di un mandato nell’ambito della legge. In uno Stato di diritto l’avvocato è indispensabile alla giustizia e a coloro di cui deve difendere i diritti e le libertà; egli è tanto il consulente quanto il difensore del proprio cliente.
I rapporti di fiducia non possono esistere se vi è dubbio sulla onestà, la probità, la rettitudine o la sincerità dell’avvocato. Per l’avvocato queste virtù tradizionali costituiscono obblighi professionali.
È nella natura stessa della missione dell’avvocato che egli sia depositario dei segreti del suo cliente e destinatario di comunicazioni confidenziali. Senza la garanzia della riservatezza non vi può essere fiducia. Il segreto professionale è dunque riconosciuto come un diritto e un dovere fondamentale e primordiale dell’avvocato. L’obbligo del segreto per l’avvocato serve l’interesse dell’amministrazione della giustizia così come l’interesse del cliente. È per questo che esso riceve una speciale protezione dallo Stato.
Nel rispetto delle disposizioni di legge e deontologiche, l’avvocato ha l’obbligo di difendere sempre nel miglior modo possibile gli interessi del cliente, anche nel conflitto con i propri interessi, quelli di un collega o quelli della professione in generale.
L’avvocato consiglia e difende il cliente tempestivamente, coscienziosamente e con diligenza. Egli assume personalmente la responsabilità del mandato che gli è stato affidato. Egli informa il cliente dell’andamento dell’incarico affidatogli.
L’avvocato deve in ogni circostanza osservare il principio del contraddittorio. Non può prendere contatto con un giudice incaricato di una causa senza prima avvertire l’avvocato della parte avversa. Non può presentare a un giudice memorie, atti o altri documenti, se questi non siano stati comunicati in tempo utile all’avvocato della parte avversa. Nella misura in cui le regole di diritto non lo proibiscano, l’avvocato non può divulgare o sottoporre ai magistrati una proposta di definizione della lite fatta dalla parte avversaria o dal suo avvocato, senza l’autorizzazione espressa dell’avvocato della parte avversa.

coronavirus: come e quando contestare multe –  avvocato Andria  –  studio legale Avvocato Simona Aduasio