Contravvenzione per eccesso di velocità rilevato con sistema “Scout speed”: obbligo di presegnalazione | avvocato Andria

Contravvenzione eccesso velocità

Contravvenzione per eccesso di velocità rilevato

con sistema “Scout speed”: obbligo di presegnalazione.

Ordinanza della Seconda sezione civile della Corte di Cassazione, n. 29595/2021

In tema di contravvenzioni al codice della strada, va disapplicato il d.m. 15 agosto 2007, nella parte in cui esonera dall’obbligo di presegnalazione l’uso di strumenti di rilevamento della velocità con modalità “dinamica”, ovvero “ad inseguimento” (quale lo “Scout speed”), contrastando tale decreto con l’art. 142, comma 6-bis del d.l.gs. n. 285 del 1992 – norma primaria, di rango superiore – che tale obbligo al contrario contempla per tutte le postazioni presenti sulla rete stradale e dedicate a siffatti controlli, rimettendo al decreto ministeriale la mera individuazione delle relative modalità attuative (quale, ad esempio, l’installazione sulle autovetture di messaggi luminosi visibili frontalmente e da tergo, contenenti l’iscrizione sintetica “controllo velocità” o “rilevamento velocità), senza facoltà di derogarvi.

Cassazione civile, sezione II, ordinanza n. 29595/2021

sul ricorso proposto da:

COMUNE di FELTRE – ricorrente –

contro

L.C. – controricorrente –

avverso la sentenza del Tribunale di Belluno, depositata il 12/10/2017;

rilevato che:

– il Comune di Feltre impugna per cassazione la sentenza del Tribunale di Belluno che, rigettando il di lui gravame, ha confermato la sentenza del Giudice di pace di Belluno di accoglimento dell’opposizione proposta dal sig. C.L. avverso la sanzione irrogatagli per violazione dell’art. 142, comma 8 C.d.S. con verbale notificato il 18/12/2015 poichè viaggiava alla velocità netta accertata di 85 km/h in un tratto stradale ove la velocità massima consentita era, invece, di 70 km/h;

– in particolare, il Giudice di pace aveva ritenuto fondata la censura del sig. Lax riguardante l’obbligo di presegnalazione della postazione di controllo della velocità, costituita nel caso di specie dal c.d. Scout speed, dispositivo omologato dal Ministero dei Lavori Pubblici con decreto 1323 dell’8/11/2012 ed installato a bordo del veicolo Fiat Bravo in dotazione ai Vigili urbani del Comune di Feltre;

– il Giudice di pace aveva ritenuto non rispettato l’obbligo previsto dall’art. 142, comma 6 bis del C.d.S ed a mente del quale le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili e, conseguentemente, aveva ritenuto illegittima la sanzione amministrativa;

– il Comune di Feltre aveva impugnato la decisione del primo giudice deducendo che il decreto del Ministero dei trasporti del 15 agosto 2007, emesso per la determinazione delle modalità di impiego delle postazioni di controllo della velocità, prevedeva all’art. 3 l’esonero dall’obbligo di presegnalazione per gli strumenti di rilevamento della velocità con modalità “dinamica” come lo Scout speed;

-il tribunale, quale giudice di appello, ha confermato la decisione impugnata;

– il giudice d’appello ha argomentato che il disposto dell’art. 142, comma 6 bis C.d.S. prevede un obbligo di preventiva segnalazione di carattere generale, riferito a tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale e che le modalità di impiego stabilite, prima dall’art. 3 del d.m. 15 agosto 2007 ed ora dall’art. 7.3. dell’allegato 1 del d.m. 13/6/2017, n.282, non possono derogare, in quanto introdotte con una fonte normativa subordinata, all’obbligo di preventiva segnalazione sancito da fonte normativa avente rango legislativo;

– inoltre, il tribunale ha evidenziato come, stante la finalità della disposizione che impone di dare preventiva informazione agli automobilisti dell’installazione dei dispositivi tecnici di controllo, onde orientarne la condotta di guida e preavvertirli del possibile accertamento, sarebbe irragionevole un eventuale trattamento diverso a seconda degli strumenti “fissi” o “in movimento” utilizzati per il rilevamento della velocità a fini sanzionatori;

– la cassazione della sentenza d’appello è chiesta dal Comune di Feltre sulla base di un unico motivo cui resiste con controricorso il sig. L.C.;

– entrambe le parti hanno depositato memorie ex art. 380 bis.1. cod. proc.civ.;

considerato che:

– con l’unico motivo si deduce, in relazione all’art. 360, comma 1, n.3, cod. proc. civ., la violazione o falsa applicazione dell’art. 142, comma 6 bis, d.lgs. 285/1992 (C.d.S.) in relazione alle previsioni del d.m. 15/8/2007;

– assume il ricorrente l’erroneità della conclusione del tribunale che non avrebbe tenuto conto della chiara previsione contenuta nell’art. 3 del d.m. 15/8/2007, secondo la quale le disposizioni degli art. 1 e 2 del decreto non si applicano per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità in maniera dinamica, ovvero “ad inseguimento”, disposizione confermata dalla successiva previsione del d.m.13/6/2017, n.282 che all’art. 7.3 dell’allegato 1 dispone che “nessuna preventiva segnalazione è prevista per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità anche ad inseguimento”;

– la censura non merita accoglimento;  contravvenzione eccesso di valocità sistema “Scout speed”